VILLA DE LEYVA: DOVE IL TEMPO SI E’ FERMATO

UN ANGOLO DI PACE

Villa de Leyva era proprio quello che mi ci voleva dopo aver trascorso alcuni giorni a Bogotà: un vero e proprio angolo di pace immerso nella natura.

 

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Momenti di vita quotidiana

 

Ho raggiunto la piccola cittadina in autobus (5 ore circa di viaggio) partendo dal Portal del Norte di Bogotà e facendo un cambio a Tunja senza dover prenotare i biglietti in anticipo (ci sono molte linee che servono questa tratta dalle 5 del mattino fino alle 17: andate al terminal dei bus e prendete il primo autobus in partenza). Potete in alternativa prendere un autobus diretto (in questo caso vi consiglio di prenotare il biglietto perché ne partono solo una decina circa al giorno).

Il paese è veramente piccolo e tutto è a portata di mano. La maggior parte dei turisti alloggia nelle vicinanze del centro e troverete soluzioni per tutti i gusti. Io ho preferito alloggiare in una struttura un po’ più isolata per godermi a pieno il silenzio e la natura. Una scelta perfetta: dal mio ostello, infatti, partiva un bellissimo sentiero (una passeggiata d’obbligo per chi si ferma a Villa de Leyva): un’escursione a piedi di due ore circa (andata e ritorno) durante la quale si raggiungono delle piccole cascate e un punto panoramico stupendo. Chiedete della Renacer Guesthouse: una volta raggiunta il personale dell’ostello vi darà tutte le informazioni necessarie per questa escursione che parte proprio dal giardino della guesthouse. L’ostello organizza inoltre tantissimi tour nei dintorni di Villa de Leyva. (http://renacerhostel.com/)

 

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Le stradine in pietra di Villa de Leyva

 

Villa de Leyva fa parte parte del dipartimento di Boyacá ed è una tra le cittadine coloniali meglio preservate di tutta la Colombia e il cui centro è stato dichiarato monumento nazionale nel 1954, uno di quei posti in cui il tempo sembra essersi fermato. Perdetevi tra le sue stradine di pietra o sedetevi su una panchina ad ammirare la gente che si incontra a chiacchierare prima di andare a messa nella Iglesia Parroquial che si affaccia proprio nell’incantevole Plaza Mayor (una delle piazze più grandi d’America), fermatevi a guardare i bambini che giocano a calcio o le signore che si incontrano la sera per i balli di gruppo, immergetevi insomma nella sua pace. Una cittadina tranquillissima dove potrete passeggiare senza alcun timore a tutte le ore del giorno e della notte. Questa piccola cittadina negli ultimi anni ha iniziato a essere considerata una delle attrattive turistiche più suggestive della Colombia: affrettatevi a visitarla prima della “grande invasione”.

Villa de Leyva offre anche diversi musei ospitati all’interno di antichi e splendidi edifici coloniali: la Casa Museo de Antonio Nariñola Casa Museo de Antonio Ricaurfe, la Casa Museo de Luis Alberto Acuña e il Museo del Carmen.

 

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Plaza Mayor

 

Potrete fare diverse attività all’aperto: escursioni a piedi, noleggiare una bicicletta o fare una passeggiata a cavallo, discese in corda doppia o canyoning. Le parole d’ordine sono: natura e attività all’aria aperta. Vi consiglio di andare a visitare le cascate di La Periquera (facilmente raggiungibili con un minibus dal terminal di Villa de Leyva) dove potrete godere, scendendo verso le tre cascate, di un panorama mozzafiato.

 

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Il panorama che si incontra lungo il tragitto per raggiungere le cascate di Periquera
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Le cascate di Periquera

 

Assolutamente da vedere sono Los Pozoz Azules: dei pozzi artificiali che cambiano colore a seconda del tempo, immersi tra un bosco di pini e un deserto di terra rossa.

 

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Los Pozos Azules

 

La visita ai Pozos Azules è una di quelle esperienze che difficilmente dimenticherò, non solo per la bellezza del paesaggio, ma anche per una bruttissima esperienza. Ero in compagnia di una ragazza californiana che avevo conosciuto il giorno precedente durante la mia passeggiata alle cascate. Una quindicina di minuti dopo essere entrate in questa riserva privata si è scatenato l’inferno: un temporale improvviso, fulmini, tuoni, un acquazzone incredibile, impossibile trovare la via d’uscita, ci sembrava di camminare con 10 kg di peso attaccati ai piedi da quanto eravamo inzuppate, la terra rossa aveva creato dei piccoli ruscelli, il rischio era quello di scivolare ad ogni passo, ci sembrava di camminare sulle sabbie mobili, troppo rischioso ripararsi sotto i pini con i fulmini che c’erano. Siamo entrate tutte e due nel panico più totale. Abbiamo continuato a camminare senza capire dove esattamente stavamo andando. Poi tutto d’un tratto l’inferno si è calmato. Completamente bagnate siamo riuscite a risalire verso la strada. Lei senza cellulare e il mio ko per tutta l’acqua presa: chiamare un taxi o l’ostello per farci venire a prendere era impossibile. Ci siamo messe in mezzo alla strada e abbiamo aspettato che passasse qualcuno e che ci desse un passaggio nonostante fossimo da buttar via e con il rischio di bagnargli completamente la macchina. Tremavamo dal freddo. Un signore ci ha viste, si è fermato e dopo averci asciugato con una coperta e aver messo al riparo i suoi sedili dai nostri abiti completamente fradici ci ha accompagnato ai nostri ostelli. Ancora oggi quando sento la mia amica ricordiamo quest’esperienza: adesso ci ridiamo sopra, ma in quel momento la lacrima stava scattando e come. Lezione: portatevi sempre un k-way, delle scarpe impermeabili e tenete al riparo dall’acqua il vostro zaino e soprattutto il vostro cellulare.

PRONTI PER LA PROSSIMA AVVENTURA???

 

 

 

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