MEDELLÍN LA CITTA’ DELL’ETERNA PRIMAVERA

AMORE A PRIMA VISTA

 

Atterrata all’Aeropuerto Internacional José María Córdoba di Medellín fui subito pervasa da emozioni contrastanti: felicità, adrenalina, ma soprattutto paura, paura che la città che stavo aspettando di poter visitare da ormai troppi anni avrebbe potuto deludermi. Il tragitto in taxi dall’aeroporto a El Poblado, però, mi ha da subito tranquillizzata: un’incredibile vallata verde tempestata di alberi le cui foglie sembrano magicamente dipingersi d’argento al vostro passaggio (ho scoperto poi essere un albero nativo della Colombia chiamato volgarmente “Yarumo blanco” o “Yarumo plateado”). Eccomi finalmente a Medellín: la “Città dell’eterna primavera” così soprannominata per le sue temperature piacevoli e moderate che si possono godere praticamente durante tutto l’anno; la città dell’ex Cartello di droga più famoso di tutto il mondo; la città che, nel corso degli anni ’80, era considerata la più pericolosa del pianeta; la città dove sparatorie, omicidi e bombe erano all’ordine del giorno fino al 1993, anno in cui morì Pablo Escobar; la città dei paisas (termine con cui vengono chiamati gli abitanti di Antioquia); la città che ama ostentare indifferenza nei confronti delle altre regioni del paese forse proprio perché si è sempre sentita confinata rispetto alle altre aree della  Colombia per la sua posizione e la sua vallata letteralmente invalicabile fino ai primi anni del XX secolo; la città nominata nel 2013 (esattamente vent’anni dopo la morte di Pablo Escobar) “Città più innovativa del mondo” in un concorso organizzato dall’organizzazione no-profit “Urban Land Institute“, classificandosi davanti a città come New York e Tela Aviv.

Vi consiglio di alloggiare a El Poblado: un quartiere sicuro anche a tarda sera e dove si concentrano, nella cosiddetta zona rosa che si estende nei dintorni del Parque Llleras, la maggior parte dei bar e dei ristoranti. Per i backpackers come me consiglio l’ostello Black Sheep considerato, in città, uno dei migliori: il personale, tutti giovani colombiani, vi aiuterà a organizzare tutto ciò che avrete in mente di fare e vedere.(http://www.blacksheepmedellin.com/)

Il primo giorno ho partecipato, come consuetudine ormai, a una visita gratuita della città organizzata da ragazzi del posto e devo dire che per ora è senza dubbio una delle migliori a cui abbia mai partecipato: l’entusiasmo delle guide, la loro preparazione e l’amore per la loro città hanno reso la mia passeggiata per le vie del centro di Medellín un’esperienza che difficilmente scorderò. Lasciate un generosa mancia alla fine del vostro giro perché questi ragazzi se la meritano tutta. (http://www.realcitytours.com/)

In una sola mezza giornata questi giovani paisas non solo vi racconteranno la storia del loro paese e della loro Medellín, ma soprattutto vi spiegheranno cosa significhi per loro essere “figli” di una delle città che fu considerata per decenni una delle più pericolose della terra. Vi condurranno tra le vie di Medellín raccontandovi le storie che si nascondono dietro i principali punti di interesse turistico della città: la Estación del Ferrocarril de Antioquia simbolo dell’inizio della crescita del centro urbano di Medellín quando l’arrivo della ferrovia e il boom nella produzione del caffè trasformarono completamente nei primi anni del XX secolo l’aspetto di questa città da troppo tempo confinata; el Centro Administrativo La Alpujarra dove si concentrano gli edifici amministrativi del Dipartimento di Antioquia e della Municipal di Medellín in una immensa e luminosa piazza in cui spicca l’opera “Monumento a la Raza” dello scultore Rodrigo Arenas; Plaza Cisneros detta anche “Il parco delle luci” un simbolo di speranza,  con le sue 300 colonne che la sera colorano e illuminano, con un vero e proprio giochi di luci, la piazza (vi raccomando di evitare di visitare questa zona da soli dopo il tramonto); los edificios Vásquez y Carré dichiarati nel 1988 Patrimonio storico e artistico della città e considerati negli anni ’90 gli edifici più alti e moderni della città esempio della rinascita di Medellín proprio perché in passato erano ritenuti i rifugi preferiti degli spacciatori e delle prostitute; el Palcio Nacional un imponente e meraviglioso palazzo del 1925 trasformato in un grande centro commerciale con i suoi 200 negozi dislocati all’interno di quelli che fungevano una volta da uffici per i suoi funzionari; la Iglesia de la Veracruz una delle più antiche chiese della città e noto punto di prostituzione (noterete in tutta la città che la prostituzione e lo spaccio di droga normalmente avvengono proprio vicino alle chiese per dare la possibilità ai peccatori di purificarsi subito dopo aver commesso peccato); la Plazoleta de las Esculturas con le 23 sculture bronzee realizzate dal famosissimo artista locale Fernando Botero; el Palacio del la Cultura Rafael Uribe Uribe con la sua inconfondibile cupola costruita con un alternarsi di mattoni neri e bianchi; i murales del famoso artista locale Pedro Nel Gómez adiacenti al Parque Berrío dove si affaccia la Basilica de la Candelaria, la più importante di Medellín; el Parque de Bolivar dominato dalla Catedral Metropolitana (anche qui non andateci la sera se non accompagnati), sedetevi su una panchina e godetevi lo spettacolo perché in questo parco ne vedrete veramente di ogni: mamme che giocano con i loro bambini, prostitute, vecchietti intenti a leggere il giornale, drogati, spacciatori e la polizia che ammira, come voi, il tutto senza ovviamente fare nulla; el Parque San Antonio dove un bombardamento nel 1995 uccise ben 29 persone e rovinò, tra l’altro, una scultura di Botero che da quel giorno venne chiamata el Pajero Herido. Dopo alcuni anni Botero costruì el Pajaro de la Paz che venne messo proprio accanto alla statua “ferita”, per ricordare in modo permanente ai suoi abitanti e ai turisti il passato turbolento di Medellín e la sua voglia di rinascita.

 

 

 

 

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Parque Berrío

 

 

 

Vi consiglio di dedicare un po’ di tempo al meraviglioso Museo de Antioquia il secondo museo più antico della Colombia ospitato all’interno di un magnifico edificio in stile art déco. Potrete ammirare non solo alcune dell più incredibili opere di Ferdinando Botero ma anche reperti storici e opere d’arte risalenti ai periodi precolombiano, coloniale e moderno.

 

 

Fiore all’occhiello di Medellín sono sicuramente i trasporti pubblici. La Metro, inaugurata nel 1995, è l’unica metropolitana presente in Colombia e orgoglio per tutti i paisas e il rispetto che ne hanno lo respirerete fin dal primo momento in cui vi salirete: nessuno urla, nessuno mangia o beve, nessuno canta o balla, la metropolitana è il simbolo di rinascita della città e in quanto tale tutti, quando entrano nelle sue carrozze, magicamente si trasformano nelle persone più civili del mondo. Le tre funicolari, chiamate Metrocable, sono state costruite per servire le comunità dei quartieri più poveri situati sulle colline. Una corsa in Metrocable è una di quelle cose assolutamente da provare: ammirerete non solo splendidi panorami ma avrete anche la possibilità di vedere la città nel suo insieme. La prima volta che sono salita su una delle funicolari di Medellín è stata per raggiungere “La Comuna 13” e ancora prima di raccontarvi la mia esperienza vi dico che se siete a Medellín andare a visitare questo quartiere è una di quelle cose che non scorderete mai: un’esperienza unica. Dall’alto del Metrocable vi stupirete fin da subito da quanto potrete ammirare: un vero e proprio agglomerato di case in mattoni crudi, alcune delle quali senza tetto, dove vivono circa 130.000 persone. Negli anni ’80/’90 il quartiere era controllato da gruppi fedeli a Pablo Escobar. Dopo la sua morte le attività illegali continuarono con i cartelli della droga alla ricerca del controllo di quest’area. La Comuna 13, conosciuta anche come San Javier, era uno dei quartieri più pericolosi della città con il tasso di omicidi più alto di tutta Medellín. Uno degli eventi cruciali per questo quartiere ebbe luogo il 16 Ottobre del 2002 quando i militari colombiani portarono a termine la controversa Operazione Orión con lo scopo di rovesciare i gruppi ribelli della Comuna. Più di mille poliziotti e soldati attaccarono l’area a bordo di elicotteri e nove persone furono uccise, tra cui tre bambini, e centinaia furono ferite. Ancora oggi si ricorda il giorno in cui tutti i residenti invasero letteralmente le strade del loro quartiere sventolando stracci bianchi per chiedere alla città pace e solidarietà. L’arte, come veicolo di espressione creativa e politica, ha salvato questo quartiere e i muri della Comuna 13 sono diventati una vera e proprio tela in cui raccontare le storie del quartiere, della Colombia, abbellire la zona ma soprattutto per infondere un senso di pace e ottimismo ai residenti. Diversi sono stati i progetti intenti a ridare dignità a un quartiere che sembrava quasi abbandonato da Dio. Tra tutti, forse, il più controverso è l’enorme scala mobile esterna di 384 m che unisce la Comuna 13 al resto di Medellín. Un viaggio di 35 minuti è stato trasformato in un viaggio di 6 minuti. La scala mobile, completata nel 2011, è divisa in sei sezioni che consentono alle persone, che vivono su diversi livelli della collina, di accedere in questo modo con più facilità a diverse zone del quartiere. La vita della Comuna 13 è sicuramente migliorata, ora i suoi abitanti si sentono più vicini al resto della città. Tuttavia i residenti credono che i 5 milioni di dollari spesi per la costruzione di queste scale mobili, che servono solo una parte della Comuna, potevano essere utilizzati in modo più efficiente e utile per tutti i suoi abitanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Passeggiare nelle vie della Comuna 13, avvicinarmi alla sua gente, parlare con le persone del quartiere, condividere con loro un piatto di Bandeja Paisa (il piatto tipico di Antioquia che mi è stato offerto da una famiglia del posto), entrare nelle loro case, vedere come si svolge la vita autentica e quotidiana di uno dei quartieri più popolati di Medellín è sicuramente una di quelle esperienze che non solo mi hanno riempito il cuore ma che non potrò mai dimenticare.

L’ultimo giorno della mia permanenza nella città dell’eterna primavera l’ho passato, come già descritto nel mio articolo PABLO EMILIO ESCOBAR GAVIRIA , inseguendo le tracce di colui che fu il più famoso, sanguinario e potente narcotrafficante del mondo.

Medellín è stata veramente al di sopra delle mie aspettative e vi posso assicurare che erano a dir poco altissime. Consiglio a tutti coloro che hanno intenzione di organizzare un viaggio in Colombia di inserire nel proprio itinerario una tappa in questa città meravigliosa e che spero un giorno di poter rivedere.

 

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. tachimio ha detto:

    Molto interessante. Grazie. Isabella

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    1. Una città che porto nel cuore!!!

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      1. tachimio ha detto:

        Lo si sente dalla passione con cui hai scritto il post. Complimenti ancora

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      2. Sono felice di riuscire a trasmettere la mia passione per i viaggi e per i posti che visito!!! Grazie!!!

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