STRANEZZE DAL MONDO: QUANDO MANGIARE DA SOLI AL RISTORANTE DIVENTA UN’ESIGENZA

HONG KONG: QUANDO MANGIARE DA SOLI AL RISTORANTE DIVENTA UN’ESIGENZA

 

Una delle domande che mi viene spesso fatta è se, viaggiando da sola, non mi trovo in qualche modo in imbarazzo quando devo andare al ristorante e chiedere un tavolo per una persona. La risposta è senza dubbio no: in primis vivo per conto mio e mangiare da sola è per me un’abitudine; in secondo luogo pranzo, per motivi di lavoro, ogni giorno in compagnia solo di me stessa; ultimo, ma non meno importante, sedermi in un ristorante e godermi un’ottimo piatto mentre guardo gli altri e ascolto i loro discorsi, da vera spettatrice, è una delle cose che più mi piace fare. In realtà mi dispiace solamente occupare un tavolo in cui potrebbero benissimo sedersi almeno altri tre commensali e per questo chiedo sempre ai camerieri o ai proprietari se occupare una tavola tutta per me non crei disturbo. Detto questo posso capire, però, che per alcune persone andare a pranzo o a cena da soli possa essere un problema. Non preoccupatevi perché qualcuno ha già trovato la soluzione ideale per sdoganare l’imbarazzo del ritrovarsi seduti da soli a mangiare e come sempre a pensarci per primi sono stati i miei amatissimi amici giapponesi. La risposta al vostra problema si chiama: Ichiran Ramen. Ho scoperto l’esistenza di questa catena giapponese poco prima della mia partenza per Hong Kong e dopo aver scovato due sedi proprio in HK non ho potuto fare a meno di andare a curiosare. La cosa divertente, se non addirittura paradossale, è che questa idea è stata pensata, in verità, non per quelle perone per cui sedersi al ristorante da soli è una tragedia bensì per quelle che dopo essere state tutto il giorno attorniate da milioni di altri esseri umani (pensate a città come Tokyo o Hong Kong dove quotidianamente ci si deve imbattere in una moltitudine di abitanti) desiderano stare con i propri pensieri e concentrarsi sul cibo senza dover per forza parlare con qualcuno e sopratutto dove non è assolutamente necessario entrare in contatto con gli altri clienti o i camerieri durante tutto il corso del pasto.

 

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Le poche semplici regole da seguire per ordinare un piatto

 

Appena arriverete al Ichiran Ramen un cameriere vi accompagnerà, rigorosamente senza parlarvi, verso una piccola sala nascosta dietro delle tendine rosse e vi farà accomodare indicandovi uno dei posti liberi che altro non sono che delle vere e proprie cabine divise dalle altre da una semplice parete di legno.

 

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Quando il tavolo si trasforma in una cabina

 

Ogni cabina è dotata delle istruzioni, di un semplicissimo foglio di carta per gli ordini, una penna, un pulsante di chiamata, un erogatore d’acqua, un contenitore per inserire il modulo barrato con le vostre scelte, un sensore dove appoggiare la vostra ciotola vuota per comunicare il vostro desiderio di un secondo giro di ramen e una tendina in bambù che si alzerà solo quando vi verrà consegnato il pasto.

Non vedrete niente e nessuno se non le mani del cameriere

 

 

Il menù non è ovviamente particolarmente elaborato, anzi, si possono ordinare esclusivamente i tonkotsu ramen: ciotole di noodle con ossa di maiale a cui aggiungere condimenti a scelta e decidere quanto li si desiderano piccanti.

 

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La fumante ciotola di Tonkotsu Ramen

La mia esperienza è stata, senza dubbio, divertentissima. Non sono riuscita, come sempre, a non entrare in contatto con qualcuno: prima mi sono rivolta al mio vicino di cabina (un giapponese di passaggio a Hong Kong e forse l’unico sulla terra a non essere timido) per farmi spiegare bene come ordinare e poi il cameriere si è ritrovato a dover alzare del tutto la tendina di bambù mostrandomi il suo viso e soprattutto a parlarmi per aiutarmi a decidere il piatto più consono al mio palato.

Senza dubbio una catena del genere in Italia non avrebbe un grande successo, ma almeno una volta nella vita sono esperienze da provare.

 

QUALI ALTRE STRANEZZE CI ASPETTERANNO???

8 commenti Aggiungi il tuo

    1. Divertentissimo!!! Ahahahahaha

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    2. Luca Colantonio ha detto:

      Interessante questa tua esperienza: infatti mi è capitata più o meno la stessa cosa a Kyoto 🙂 ma non sapevo fossero ristoranti per persone singole è ho combinato un pasticcio. Credo si trattasse della stessa catena. La cosa spassosa è che ho ordinato un piatto di Ramen per 2 (io e mio fratello nello stesso cubicolo), e ovviamente ci hanno portato solo una porzione e dell’acqua calda, (con successivo cazziatone da parte sua nei mie confronti…), a nulla è valso spiegarmi e chiedere di ordinare agli inservienti qualcos’altro ancora in inglese poi:) Alla fine ho “mangiato” solo io anche se la porzione era piccolina…e non avevo capito che servivano solo un tipo di piatto 🙂

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      1. Noi italiani, come sempre, rallegriamo i posti!!! Io ho stressato il mio vicino e il cameriere…ahahahah!!!

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  1. vincenza63 ha detto:

    Mi piace il tuo stile, quello giapponese molto meno…
    Ciao!

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    1. Ahahahah!!! I giapponesi sono strani e a volte difficili da comprendere…forse é proprio per questo che mi piacciono!!! Buona giornata

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      1. vincenza63 ha detto:

        🙂 🙂 🙂

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