MARRAKECH: LA CITTA’ CHE NON SMETTERA’ MAI DI FARVI SOGNARE

L’AFFASCINANTE CITTA’ ROSA

 

Destinazione Marrakech e scetticismo più totale: nel mio immaginario consideravo la città rosa un po’ troppo turistica per le mie corde. Posso iniziare col dirvi che da questo viaggio ho imparato sicuramente una cosa o, è meglio dire, ho creato un mio nuovo motto: se non lo vedo non ci credo. Marrakech, infatti, è uno di quei posti da cui non mi aspettavo nulla e che, invece, mi ha dato moltissimo. Ho visitato questa città, cosi palpitante e piena di energia, nel mese di maggio e per una persona che, come me, non sopporta il caldo torrido si è rilevata la scelta perfetta: giornate piacevolmente calde e serate accompagnate da dolci brezze, praticamente il connubio perfetto. Questa città, una delle più grandi del Maghreb, vi regalerà dei panorami sulle montagne dell’Alto Atlante che difficilmente scorderete.

La Medina è senza dubbio il cuore pulsante di Marrakech e perdersi tra le viuzze custodite all’interno delle sue mura (un perimetro di ben 19 km) è sicuramente una delle cose più divertenti da fare in questo luogo magico.

 

 

La maggior parte dell attrattive turistiche di Marrakech si trovano proprio all’interno delle mura della Medina e alloggiare in una delle tante riad dislocate praticamente in ogni suo angolo è indubbiamente la scelta ottimale. Spicca, tra le varie attrazioni, la meravigliosa e affascinante Piazza Jemaa el-Fna: un vero e proprio teatro a cielo aperto. Visitatela in momenti diversi della giornata e non smetterà di stupirvi: la mattina quando, a partire dalle 10, inizia a svegliarsi e a entrare nel vivo (fatevi preparare una spremuta d’arancia fresca in una delle tante bancarelle e sorseggiatela mentre vi dirigete verso il mercato coperto) ; al tramonto quando gli incantatori di serpenti, i musicisti, gli artisti di strada e le donne pronte ad abbellirvi con un tatuaggio all’henné invadono la piazza; la sera quando centinaia di cuochi armati di griglia iniziano ad accendere i loro fuochi per prepararvi deliziosi piatti locali. Ogni sera la Piazza Jemaa el-Fna riporta in vita l’antico Marocco e le sue secolari leggende e non c’è da stupirsi se nel 2001 l’UNESCO l’abbia inserita nella lista dei siti Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità. Addentratevi nel labirinto di vicoli del suo souq coperto tra negozietti di babouches (pantofole di cuoio), tappeti, lampade, articoli di pelletteria, eleganti caftani, erbe, fiori, spezie e originalissimi pezzi dell’artigianato locale.

 

 

Proprio alle spalle della Piazza Jemaa el-Fna si erge il maestoso minareto della Moschea Koutoubia dalle sue decorazioni moresche, le sue chiavi di volta decorate e le inconfondibili merlature. Alto quasi settanta metri è il minareto più antico delle tre torri Almohadi che sono giunte fino ai giorni nostri insieme alla Giralda di Siviglia  e alla Tour Hassan di Rabat che presero proprio a modello questa torre del XII secolo. Punto di riferimento per la città e in particolare per i turisti che perdono l’orientamento nelle stradine della Medina: alzate gli occhi al cielo, cercate il minareto e in un attimo capirete dove siete finiti.

 

 

Non perdetevi assolutamente: la Douiria Derb el Hammam, una douiria (appartamento per gli ospiti) costruita da una famiglia nobile a metà del XVI secolo ed esempio dell’importanza dell’arte dell’ospitalità marocchina; la Fontana Mouassine, con i suoi dettagli in legno intagliato esempio di quello che un tempo erano le fontane di quartiere dove la gente attingeva l’acqua per cucinare, per lavare, per irrigare i giardini e alimentare i bagni pubblici; Dar Bellarj, principale centro artistico della città; la Medersa di Ali ben Youssef, quella che un tempo era la scuola coranica più grande dell’Africa settentrionale e aggiungerei anche una delle più meravigliose; la Maison de la Photographie, un’incredibile galleria creata da due collezionisti dove troverete oltre 4500 fotografie d’epoca marocchine, 2000 negativi e 80 documentari; il Palais de la Bahia, un sontuoso palazzo costruito tra il 1860 e il 1900 con i suoi soffitti affrescati con bouquet di rose, le sue vetrate istoriate e i suoi pannelli di seta; le Tombe dei Saaditi, un complesso funerario fatto costruire dal Sultano Ahmad al-Mansur nel XVI secolo e rimaste segrete fino al 1917.

Lasciate la città vecchia e con una passeggiata di 30 minuti circa dirigetevi verso Ville Nouvelle (la nuova Marrakech) con i suoi locali e ristoranti alla moda e le sue curatissime gallerie d’arte. La passeggiata di per sé vi regalerà “scatti” sulla vita quotidiana marocchina davvero unici. Immancabile una visita al Jardin Majorelle: un’eccentrico edificio blu elettrico in stile art déco con al suo interno oltre 300 specie di piante provenienti da tutto il mondo omaggio di Yves Saint-Laurent alla città rosa marocchina per averlo adottato nel 1964.

 

 

Concedetevi almeno una mezza giornata per immergervi in una tra le più autentiche esperienze marocchine: gli hammam, da quelli pubblici più semplici a quelli privati più lussuosi. I massaggi, i gommage, le sale fredde, calde e alcune a dir poco caldissime, sono il modo migliore per rigenerarsi e godersi un po’ di relax dopo aver passato una giornata tre il caos della Medina.

Se amate le attività all’aperto non mancate di visitare le bellissime Palmeraie di Marrakech con le sue 100.000 palme da dattero sul dorso di un dromedario, di un cavallo o come me sulla sella di un quad. Non saranno tanto i paesaggi a catturare la vostra attenzione ma le bellezze rurali del Marocco che incontrerete lungo il vostro cammino.

 

 

Marrakech mi ha dato l’opportunità di provare un’esperienza per me del tutto nuova: il mio primo giro in mongolfiera. Una giornata indimenticabile non solo per i paesaggi mozzafiato che si possono godere dall’alto di un pallone aerostatico alle prime luci del mattino ma soprattutto perché al termine del giro siamo stati ospitati a casa di una famiglia marocchina che ci ha offerto oltre a una bollente tazza di tè (vi posso assicurare che a quell’ora è una di quelle cose che non puoi fare a meno di apprezzare) anche una ricca e direi unica colazione. L’ospitalità per i marocchini è inequivocabilmente un’arte.

 

 

Le coloratissime spezie, gli odori fortissimi, il caos della Medina, il rumore delle auto e dei motorini che sfrecciano tra le strade della città affiancati da calessi o asini che trainano praticamente di tutto, la pace delle riad (vere e proprie oasi di serenità) sono i motivi per cui Marrakech è considerata da tutti i viaggiatori un luogo magico e dal fascino indimenticabile.

 

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La mia oasi di pace

 

Non potete lasciare Marrakech senza assaggiare i deliziosi piatti delle sua cucina tradizionale: dalle zuppe di fagioli bianchi, al più semplice cous cous, dal caviale con melanzane al forno all’agnello arrostito a fuoco lento. Niente di più caratteristico, però, delle Tajine di manzo, pollo o verdure servite nel particolarissimo piatto di cottura interamente in terracotta con il suo speciale coperchio a forma di cono.

 

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Cous Cous

 

E’ proprio il caso di dire che , a volte, è meglio non aspettarsi nulla da un posto e lasciarsi semplicemente stupire e stregare!!!

2 commenti Aggiungi il tuo

    1. Grazie!!! A volte basterebbero solo quelle!!!

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